#BootcampDA

Il nostro viaggio nella mente di un programmatore

Tre giorni e tre notti per imparare le basi del pensiero computazionale.

 

Quante volte capita di dover gestire un progetto complesso o risolvere rapidamente imprevisti per soddisfare le esigenze di un cliente? Avere un metodo di ragionamento efficace può fare la differenza nella qualità della soluzione e nei tempi in cui riusciamo a metterla in atto.

 

Durante il Bootcamp dedicato al Computational Thinking – che si è tenuto dal 26 al 29 ottobre – 11 partecipanti si sono cimentati nell’analisi, nello studio e nella sperimentazione di questo metodo di problem solving specifico della programmazione e che può essere applicato in molti altri contesti. In un viaggio di tre giorni e tre notti immersi nel campus di H-FARM abbiamo potuto ripercorrere, assieme ai partecipanti, i passaggi essenziali del Computational Thinking, scoprendone la sua applicazione anche in aree apparentemente lontane del mondo IT.

Ma facciamo un passo indietro, che cos’è il pensiero computazionale?

Si tratta di un processo di pensiero e problem solving sviluppato dai programmatori quando scirvono codice. Un Computational Thinker è in grado di decomporre e analizzare problemi complessi. Raccoglie informazioni e le analizza cercando di individuare proprietà o modelli che possano essere applicati in modo ricorsivo o in situazioni analoghe.

 

Proprio alla scoperta e all’applicazione delle sue logiche, si è concentrata la prima tappa del viaggio. Guidati da Giulio Bonanome, i partecipanti si sono inizialmente confrontati con i principi della decomposizione & astrazione e si sono cimentati nelle attività di riconoscimento dei pattern e creazione di algoritmi. Ovviamente non si trattava di programmazione, ma di un’attività unplugged – ovvero senza l’uso del computer ma con tanti post-it! – in grado di veicolare questi concetti in un contesto di vita reale.

Seconda tappa del viaggio è stato il coding. Diventare programmatori è un mestiere che richiede anni di studio, ma oggi esistono strumenti e piattaforme che permettono di vivere un’esperienza di coding semplificata per creare siti, blog o applicazioni. Nel nostro caso abbiamo scoperto come realizzare una webapp usando HTML, CSS e un pizzico di Javascript. A tenere le fila della giornata è stato Francesco Mancusi che ha aiutato i ragazzi nella loro prima esperienza di coding.

Dopo lo studio e la sperimentazione arriva sempre il momento del confronto.
Attraverso un dialogo aperto con coder professionisti, i partecipanti al bootcamp hanno potuto mettere alla prova le loro nuove competenze e prendere confidenza con il linguaggio specifico del mestiere.

Ma non è tutto, durante le serate del bootcamp ci è stato possibile costruire un ponte tra il pensiero computazionale e alcune aree apparentemente lontane dal coding.
Primo di tutti è stato Carlo Carcano che, in una serata davvero speciale, ci ha raccontato quanto elementi come la ripetizione o la decomposizione siano fondamentali per la composizione musicale, da Bach ai giorni nostri.

Inaugurata da una cena Thai la seconda serata è stata tutta all’insegna dell’oriente. Marco e Lorenzo Fava di VenetoGo ci hanno brillantemente introdotti al gioco giapponese del GO, che pur basandosi su poche regole, necessita di un elevatissimo livello di strategia.

Ultima tappa del viaggio è stato l’intervento di Mario Klingemann che ha scelto il coding come mezzo artistico. Tra una risata e l’altra, il Code Artist tedesco ci ha presentato il suo lavoro: dall’elaborazione grafica fino all’esplorazione della capacità creativa delle macchine.

 

Tre giorni davvero intensi, ricchi di spunti e nuove scoperte.
Ci vediamo l’anno prossimo!

 

Ti piacerebbe partecipare ad uno dei nostri Bootcamp o regalarne uno al tuo team? 

Scrivici a info@digitalaccademia.comti ricontatteremo noi.